Molto acido (e intendo la droga), e una serie di esperimenti al limite, dove certe sostanze sono in grado di metterti in contatto con la memoria ancestrale, vasche di deprivazione sensoriale (non in Via xx,tantomeno in Via Sestri), strani devastanti mutazioni (psicologiche e fisiche), buchi spazio temporali.
Il tutto quasi al limite del risibile, guardato con il crudo occhio dei nostri tempi.
Ma non si ferma qui il motivo di avere questo John Lilly, perche' il film che dicevo sopra non e' tratto altro che da un suo libro, che racconta buona parte della sua vita, dei suoi esperimenti.
E proprio con lo sperimentare qualche strana sostanza e' riuscito a spingersi oltre nei suoi studi che spaziano dalla neruofisiologia, alla fisica, alla biologia, allo studio della fonetica e dei linguaggi.
E sulla fonetica e i linguaggi, altro libro e altro "spiazzante" film, "Il giorno del delfino" presentato all'epoca come SCI-FI schietta, racconta di esperimenti sui delfini, ma non delfini normali, delfini che parlano (avete letto bene).
Come scrivevo sopra potrebbe sembrare la farina di un sacco di acidi, che Lilly sicuramente ha assunto, ma che penso abbiamo aperto in lui delle idee che nemmeno in cartolina vedremo mai...
Per questo, quest'uomo venuto a mancare nel 2001 resta e restera' tra i miei preferiti.
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